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Il Tar dà ragione alla Fondazione Regina Pacis:
pds per due mamme destinatarie di espulsione


Il Tar di Lecce, su intervento della Fondazione Regina Pacis, si è pronunciato nelle scorse settimane a favore di due giovani donne nigeriane che, insieme ai loro piccoli bambini, erano destinatarie da parte della Questura di Lecce di un «diniego» del permesso di soggiorno. La Fondazione Regina Pacis, in applicazione dell’art. 18 D.L.vo 286/98, aveva chiesto la concessione del permesso di soggiorno per «motivi umanitari»; nel frattempo le due donne avevano messo al mondo due bambini. Dopo una lunga attesa, la Questura di Lecce ha ritenuto opportuno rigettare la domanda ed invitare le due donne, con i loro piccoli, a lasciare il territorio italiano e fare rientro in Nigeria nel più breve tempo possibile.

La Fondazione Regina Pacis si è appellata, come previsto dalla legislazione, al Tar, attraverso la meritoria opera dell’Avv. Maria Rosaria Faggiano, la quale, forte della sua notevole esperienza in materia di immigrazioni, ha saputo dimostrare la necessità e giustizia della concessione del permesso di soggiorno. L’Avv. Faggiano è già nota in Italia per i suoi ricorsi al Tar e soprattutto per la conoscenza della materia. Altresì, va riconosciuta al Tar di Lecce una particolare sensibilità in materia: nell’anno 2004 infatti questo Tribunale ha accolto tutti i ricorsi presentati in materia di espulsione.

La Fondazione Regina Pacis festeggia questa notizia insieme alle due ragazze, in ansia per il loro futuro e per quello dei loro piccoli. «Sono state salvate due ragazze e due bambini, attraverso il giudizio del Tar. Mi basta e per questo sono disponibile ad offrire anche il sacrificio della mia condanna»: così, appresa la notizia, ha esclamato Don Cesare Lodeserto, che a suo tempo aveva accolto nel Regina Pacis le due ragazze provenienti dal nord d’Italia e per loro si era sempre battuto fino al ricorso al Tar. Qualche giorno prima il Giudice di pace di Lecce aveva già accettato il ricorso della Fondazione per un cittadino albanese espulso, ma con una bambina in Italia.

(3 agosto 2005)

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