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“Badanti schiave”, fenomeno sempre piu inquietante

Recenti vicende richiamano con urgenza l’attenzione sul fenomeno delle “badanti”, accolte ormai in tante famiglie italiane per offrire assistenza ad anziani e bambini, oltre che per garantire i servizi casalinghi. A Modugno, in provincia di Bari, sono state rintracciate in una angusta abitazione 15 donne, non piu giovani, provenienti dalla Georgia, mentre a Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce, sono state rintracciate 5 donne provenienti dal Brasile. Tutte le donne versavano in condizione di quasi schiavitu: in ambedue i casi, la destinazione delle donne era il lavoro casalingo e l’assistenza come badanti, ma si e scoperto che la gestione di questa movimentazione era nelle mani di personaggi legati a organizzazioni criminali, al centro di una rete internazionale di traffico di esseri umani finalizzato a questo lavoro.

Questo tipo di traffico e certamente diverso da quello finalizzato allo sfruttamento sessuale, ma e ugualmente caratterizzato da una condizione di dipendenza e di schiavitu cui le donne vengono sottoposte. Ecco i termini criminali in questione: pagamento di 2.500 euro per un inutile visto di ingresso per turismo alla partenza; immediata condizione irregolare sul territorio italiano, cui segue la ricerca di un nascondiglio, che ha un costo quotidiano; pagamento della ricerca del lavoro alla organizzazione; pagamento mensile della tangente per il mantenimento del lavoro, pena la consegna alla Polizia, compreso il ricatto del prelievo del passaporto. A tutto cio vanno aggiunti i danni psicologici cui e sottoposta la donna a causa dell’abbandono della famiglia di provenienza, unitamente alla preoccupazione per il debito accumulato con la necessita di pagarlo al piu presto per non accrescerlo a motivo degli interessi; senza dimenticare, inoltre, solitudine, paura delle Forze dell’Ordine per via della condizione irregolare, sfruttamento sul lavoro, violenze domestiche anche di tipo sessuale, accumulo di sacrifici e stanchezza.

Tutte queste sofferenze generano una reale condizione di schiavitu, con danni irreversibili nella donna e con una crescente condizione di sottomissione e dipendenza che puo portare anche all’annientamento della personalita ed al suicidio, come e accaduto in provincia di Avellino; un caso e stato seguito direttamente anche dalla Fondazione Regina Pacis, per conto della famiglia di provenienza della vittima.
D’altra parte e reale e crescente la necessita di assistenza all’interno delle famiglie italiane, con costi non sempre sopportabili, soprattutto li dove e richiesta una presenza nell’arco della intera giornata. Le necessita oggi sono fondamentalmente due: (1) evitare che il mercato delle badanti attinga dal traffico delle donne, ingrossandolo sempre piu; (2) agevolare l’assunzione delle badanti da parte del datore di lavoro italiano, attraverso anche concessioni di benefici di carattere fiscale.

Una eventuale revisione del testo di Legge sulla immigrazione dovrebbe avere una nuova considerazione di tale condizione lavorativa, soprattutto dell’importanza che essa ha assunto in Italia, per cui per le badanti andrebbe prevista una corsia privilegiata nell’ingresso per lavoro, al di fuori dalle quote: e incomprensibile il fatto che una donna di spettacolo (di solito utilizzata nei night club) possa entrare in Italia fuori dalle quote ed avere un permesso di soggiorno per lavoro fino a due anni, negato invece alla badante!

Va tenuto poi in considerazione anche il fatto che l’esodo migratorio delle badanti, sia regolari che irregolari, sta impoverendo le societa dell’Est: il 47% del fenomeno migratorio moldavo e rappresentato da donne che hanno lasciato il nucleo familiare per lavorare come badanti. Si tratta di famiglie che hanno perso le figure femminili di riferimento, con un cedimento dei messaggi educativi fondamentali.

E’ triste che i CPTA siano pieni di donne dell’Est - rintracciate in condizione di irregolarita, molte mentre facevano le compere al mercato o per semplici causalita - destinatarie di un decreto di espulsione che per loro e una vera condanna: come si fa a rientrare in casa con la sconfitta della espulsione, senza denaro, con un debito da pagare e le ferite di tante umiliazioni e fatiche accumulate nel corso del lavoro?

La comunita cristiana deve portare avanti questa battaglia di carattere umanitario e sociale, convincendo il legislatore a formulare benefici per l’assunzione delle badanti straniere e creando una salvaguardia per la donne, soprattutto dell’Est, il piu delle volte schiavizzate all’interno di comuni famiglie italiane. Si tratta infatti di una poverta, e in particolare di una schiavitu nascosta, che ci interpella come uomini di carita e solidarieta, impegnandoci nella ricerca di percorsi che sappiano difendere dalla sofferenza semplici donne, vittime anche della loro poverta di origine.

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