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«Che bella festa!». Il Capodanno felice
dei bambini di strada e anziani di Chisinau
«Sono molto contento, per la prima volta mi sono sentito importante!». «Quanti dolci! E tutti sullo stesso tavolo!». «Ma questi italiani che vengono da noi, sono tutti simpaticissimi!». Sprizzano gioia e gratitudine le parole con cui i circa 70 bambini protagonisti della grande festa di fine anno di Chisinau ricordano questo coloratissimo momento voluto e organizzato per loro dalla Fondazione Regina Pacis, presso il Centro nazionale dei giovani e adolescenti della capitale moldava. Balletti, scenette, una tavolata imbandita di ghiottonerie, canti, giochi e doni hanno fatto la felicità, dal pomeriggio del 31 dicembre 2004 fino alle prime ore del 1° gennaio 2005, di tutti i partecipanti a una festa curata con grande gusto, fin nei minimi particolari, dalla generosità delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, presenti a Chisinau, e da un gruppetto di giovani degli oratori salesiani di Nizza Monferrato (AT), guidati da don Enrico e suor Cristina.
«Per tanti di questi bambini, tra i quali anche i circa 25 bambini e bambine di strada ospiti del nostro Centro – racconta Ilie Zabica, direttore esecutivo della Regina Pacis di Chisinau e infaticabile coordinatore dei mille preparativi del festoso evento – è stata la prima festa di fine anno della loro vita. Tutti loro, almeno per un po’, hanno potuto lasciarsi alle spalle la tristezza del non avere una famiglia, una mamma, una casa propria. Si sono sentiti come tutti gli altri bambini, al loro pari. Si sono sentiti come mai prima d’ora avevano potuto: era questa la prima festa di fine anno che qualcuno organizzava per loro. Proprio solo per loro».
Felice commozione anche il primo dell’anno per un centinaio di anziani poveri di Chisinau, invitati a un festoso pranzo organizzato anch’esso per loro dalla Fondazione Regina Pacis presso la mensa della ditta «Zorile». La festa ha avuto inizio alle 12.30, con i saluti e gli auguri rivolti ai presenti da Ilie Zabica a nome di don Cesare Lodeserto. Piatti tradizionali moldavi, vino e spumante hanno allietato tutti gli invitati e una trentina di loro hanno voluto prendere pubblicamente la parola per esprimere la loro gioia per una festa così bella e dedicata interamente a loro, e per ringraziare la Fondazione anche per la distribuzione quotidiana di oltre trecento pasti in due appositi punti della capitale moldava.
Alle due feste erano stati invitati anche gli italiani che prevedevano di trascorrere il periodo natalizio a Chisinau. Alcuni di questi avevano assicurato una piccola presenza di solidarietà, ma non si sono visti. Forse perché interessati ad altre feste. I responsabili e i collaboratori della Fondazione Regina Pacis li hanno pensati ed attesi, guardando a loro come a ospiti comunque sempre graditi in futuro, tanto più che in Moldavia, oltre a tanta brava e bella gente, ci sono anche i poveri. Spendere per loro anche solo qualche istante della propria giornata dona una gioia vera, profonda, che solo chi si è messo in gioco anche solo un po’ conosce.
(10 gennaio 2005)
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