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Don Cesare si dimette in un abbraccio di solidarietà
E ora la giustizia accerti in tempi rapidi la verità
«Proseguirò il lavoro avviato da don Cesare con la stessa passione, entusiasmo e slancio, facendo sì che quanto svolto in questi ultimi anni non vada perduto, annullato». Sono le prime parole di don Attilio Mesagne, consigliere anziano della Fondazione Regina Pacis, nonché direttore della Caritas diocesana e dell’Ufficio diocesano Migrantes di Lecce, nominato dalla Curia leccese quale responsabile dell’attività della Fondazione Regina Pacis, dopo le dimissioni di don Cesare Lodeserto dalla sua carica di presidente. Il provvedimento, accompagnato dalla richiesta che la giustizia faccia in tempi rapidi il suo corso, non segna alcuna discontinuità nell’opera di aiuto e carità che la Fondazione Regina Pacis ha intrapreso da anni, sotto la guida della generosità universalmente nota di don Cesare.
Intanto cresce smisuratamente in queste ore la solidarietà nei confronti di don Cesare, da parte delle più diverse categorie di persone: vertici delle istituzioni ecclesiali e civili, volontari, religiosi, amici di don Cesare e della Fondazione Regina Pacis, opinione pubblica. Toccante più che mai lo slancio dei bambini e della bambine di strada di Chisinau, che don Cesare ha tolto dalla strada e ai quali ha dato, insieme al pane e alla casa, il suo cuore. «Don Cesare, La prego di tornare presto a Regina Pacis – così in una letterina a don Cesare scrive Eugenia Vieru, della casa delle bambine di Chisinau – Io Le voglio molto bene, La prego tanto di non lasciarci. Ci siamo molto abituate con Lei ed io non voglio che Lei ci abbandoni. Se Lei ci lascerà, noi rimarremo in strada. La prego di non andare via da noi. Non ci lasci!». «Caro Don Cesare – scrive Arteom Capatina, della stessa Casa – torni da noi, non ci lasci! Io non voglio che Lei vada via. Preghiamo per Lei. La ringraziamo per il cibo, per il televisore per tutto ciò che ci ha dato. La ringraziamo molto e io La prego di non abbandonarci, La prego tanto!».
Il messaggio di mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce, e di tutta la Chiesa di Lecce
«Gratitudine, fiducia e speranza: sono i sentimenti che affiorano nel cuore e sulle labbra dell’Arcivescovo, del clero, della comunità ecclesiale di Lecce e della grandissima schiera dei poveri, immigrati, diseredati, che don Cesare ha servito, aiutato non solo nel Salento, ma anche in Italia e all’estero. Fiducia che la verità venga alla luce dinanzi alla giustizia della terra, così come lo è dinanzi alla giustizia di Dio. Speranza che l’accertamento della verità abbia i tempi più brevi possibili per rispetto alla persona, alla Chiesa, e, soprattutto, ai poveri che sono l’oggetto primario dell’impegno dei cristiani».
Il messaggio di mons. Anton Cosa, vescovo di Chisinau, e l’abbraccio di tutta la comunità della Moldavia
Grazie, Don Cesare!
Grazie per la tua testimonianza evangelica. Grazie per quanto stai facendo per le nostre mamme e le nostre figlie che tu hai salvato! Nessuno di noi capisce perché questa inaspettata svolta del tuo lavoro. Però siamo tutti fiduciosi nella Provvidenza e sappiamo che tutto si risolverà nel migliori dei modi. Le parole di Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo di Lecce, le facciamo anche nostre: «Gratitudine, Fiducia, Speranza».
Chiediamo al Signore che ti rinfranchi e ti dia la forza, per resistere a quelli che non capiscono la grandezza del tuo amore verso tutti i bisognosi. Che il Signore li benedica ed apra gli occhi ai tuoi nemici. Preghiamo anche per loro. Preghiamo perché tu possa tornare fra di noi al più presto. La nostra casa ti aspetta. Abbiamo bisogno di te!
Ti sta accanto la Chiesa di Moldavia con a capo il suo vescovo Mons.Anton Cosa,
la Casa della Provvidenza e le Suore della Provvidenza di Chisinau,
la Caritas Moldova,
le suore Salesiane dei Sacri Cuori di Chisinau,
tutti i collaboratori delle filiali della Fondazione Regina Pacis di Chisinau e Tiraspol,
gli anziani beneficiari dei pranzi che vengono distribuiti ogni giorno ai vari punti di distribuzione gestiti da «Regina Pacis»!
Ti stanno accanto e ti vogliono bene tutti i tuoi piccoli, i bambini della strada,
quelli dei centri di accoglienza Regina Pacis di Chisinau,
i bambini con handicap del Centro Nadejda-Speranza,
I bambini abbandonati dell’Orfanotrofio di Bender,
Le famiglie che hanno ricuperato le loro mamme, sorelle e figlie.
La fiducia di Stefania Prestigiacomo, Ministro per le Pari opportunità
«Desta enorme stupore l’arresto di don Cesare Lodeserto. Sono certa che chiarirà ogni addebito che gli viene rivolto. La storia del Regina Pacis rappresenta infatti una delle più importanti esperienze nel contrasto alla tratta degli esseri umani e alle nuove schiavitù. Attraverso i programmi di recupero e reinserimento sociale e lavorativo delle vittime del racket degli esseri umani è stato dimostrato che è possibile combattere con efficacia e umanità una delle più brutali forme di violenza che colpisce soprattutto donne e minori. Don Cesare Lodeserto appartiene al novero di quelle persone che con il loro lavoro hanno contribuito a salvare negli ultimi anni 3.000 ragazze extracomunitarie, in parte minorenni, da un destino di schiavitù e di violenza».
La solidarietà di P. Federico Lombardi, Direttore di Radio Vaticana
«La Direzione e le redazioni della Radio Vaticana che molte volte hanno invitato Don Cesare Lodeserto a parlare ai nostri microfoni dei problemi più impegnativi relativi all’immigrazione, ai rifugiati e allo sfruttamento delle persone umane, e che hanno sempre apprezzato e sostenuto cordialmente il suo impegno su una frontiera difficilissima, vogliono rinnovargli in questa circostanza la loro stima, la loro fiducia che la situazione venga presto del tutto chiarita e dire il loro auspicio che egli possa riprendere al più presto il suo prezioso e coraggioso servizio»
… E l’abbraccio di un mare immenso di amici…
Innumerevoli le espressioni di affetto, stima, solidarietà, che giungono da tutta Italia, da parte di tantissimi amici di don Cesare e della Fondazione: religiosi, volontari, professionisti, famiglie, ragazzi e ragazze che conoscono e collaborano con noi. Impossibile darne conto integralmente, ma tutti sono qui presenti col cuore e con la mente.
Straordinari e commoventi anche l’affetto e la solidarietà espressi sul sito www.moldweb.it da parte di tantissimi amici italiani, che conoscono personalmente o tramite i loro parenti moldavi l’opera di don Cesare e della Fondazione Regina Pacis.
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